L’insicurezza

Qualche giorno fa, ho iniziato a guardare una serie della National Geographic intitolata “One strange rock”. Premetto che non sono un’esperta di serie televisive (le uniche che ho guardato sono Twin Peaks e Mr. Robot) e questa non credo sia una delle più amate. Detto ciò, ritengo che la fotografia ed il messaggio che questa produzione porta con sé valgano la pena di consacrare 40 minuti della mia giornata per guardarla.

L’idea è quella di creare una serie documentario in cui viene posta l’attenzione sull’immensità dell’Universo grazie alle esperienze di alcuni astronauti.
In particolare, attraverso la spiegazione dei fenomeni che si producono ogni istante nel cielo, nelle galassie ma anche nei mari e negli oceani, realizziamo quanto il problema di non possedere l’ultimo modello di Iphone passi in secondo piano (almeno per alcuni).

Per essere più chiara, mentre noi soffriamo per la fine di una storia d’amore o sorseggiamo un caffé, in cielo stanno avvenendo ogni minuto numerose collisioni esplosive, mentre infiniti microrganismi quali le diatomee stanno immagazzinando negli oceani ossigeno per noi e per tutte le specie (ogni volta che respiriamo, dovremmo ringraziare una diatomea).

A questo proposito, ho sempre pensato che l’umiltà fosse una parola chiave nella vita di un uomo. Gli animali non hanno questo sentimento, perché il loro scambio è più semplice, immediato e non incontra l’Ego che specula per farti emergere o sopperire.
Credo che l’umiltà possa essere associata a molte altre parole : saggezza, apertura, intelligenza, compassione, vulnerabilità, cooperazione, ricchezza, pazienza etc. etc.
Tutte parole che risuonano nella mente e nel cuore di chi vuole conoscersi, non nascondersi.

Ecco, il punto è proprio questo.

La nostra insicurezza nasce dalle menzogne che ci raccontiamo e non dalla giustificata paura dell’impermanenza della vita e dell’Universo. Se riflettiamo, tutto intorno a noi è incerto, non abbiamo mai il controllo totale dell’esterno. All’improvviso, una persona che amiamo può lasciarci, possiamo ricevere una chiamata spiacevole che ci sconvolgerà la vita, terremoti, eruzioni.
Noi, invece, persistiamo distratti dal nostro scarno individualismo ed egocentrismo al punto da dimenticare quanto il Tutto (di cui noi facciamo parte) sia molto più potente e più grande di noi.

Nonostante la media degli individui non sia consapevole o non sia informata di ciò, siamo insicuri.
Questo perché crediamo di poter attingere alla verità nell’esterno, ancor prima che dentro di noi. Siamo insicuri nel momento in cui non conosciamo davvero chi siamo perché abbiamo paura e ci nascondiamo dietro dei ruoli che noi stessi ci attribuiamo. Per esempio, una persona che nella sua infanzia è stata vittima di bullismo, se non ha ancora risolto questo evento traumatico, sarà portata a riprodurre quel tipo di dinamica così da poter creare una situazione in cui “riconoscersi” ed avere la sua “legittimità”. In questo modo, costruiamo la nostra vita sulla menzogna, sull’illusione, che solo può provocare insicurezza ed autoinganno.

Iniziamo a concederci il diritto di essere ignoranti quando siamo dinanzi ad una persona che può apportarci una prospettiva nuova, di essere innamorati fino a sentire che una parte di noi manca senza l’altro, di essere scortesi quando i nostri valori non sono rispettati; perché solo così potremo allinearci con l’Universo nella sua “imperfezione perfettibile” e nella nostra umiltà.

Facciamo del nostro meglio per relativizzare la nostra sofferenza, le piccole sventure (che spesso sono segnali) senza sottovalutare l’importanza che può avere il caos nella tensione verso l’ordine e l’equilibrio.

Viviamo la nostra vita come se stessimo creando un totem di pietre : interagiamo con l’altro, sentiamo la sua energia, incontriamolo con pazienza ed umiltà nell’equilibrio effimero della vita.

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